Introduzione alla Liturgia di Giovedì 6 Luglio 2017

XIII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Chiedo perdono a voi fratelli che non riesco a contenermi nel condividere con voi quello che ricevo dalle Sacre scritture per grazia dello Spirito Santo ed oggi é un giorno fantastico dove la prima lettura ed il Vangelo si intrecciano mirabilmente con il santo odierno.

 

Le linee essenziali della Parola divina sono: il timore di Dio, l'obbedienza, la verginitá, ed il perdono dei peccati.

 

Il Timore di Dio espresso da Abramo che per fede in Dio Padre va a immolare Isacco, suo figlio unigenito.avuto in tarda età. E cosa è il timore di Dio se non la volontà di fare in tutto la Sua volontà e di tendere alla santità per essere più simili e uniti a Lui?

 

L'obbedienza di Isacco, che segue docile come un agnello il padre Abramo. Non recalcitra, non chiede, salvo il minimo necessario, neanche quando è disteso sull'altare sacrificale. Ha fede in suo padre ed è vergine nella carne e nei pensieri.

 

La verginitá di Isacco, come già detto, e di Santa Maria Goretti, di cui oggi ricorre la festa della sua salita in cielo all'età di 12 anni. Una Santa martire che oltre ad aver difeso la sua purezza, la verginità, ha difeso la purezza del suo assassino, perdonandolo fino in fondo e chiedendo per lui il Paradiso.

 

Il perdono dei peccati, che Gesù ci ha donato come grazia della Divina Misericordia e che Santa Maria Goretti ha impersonato fino in fondo.

In tutto questo troviamo l'amore incondizionato verso Dio Padre ed uniti a Lui, accresciuti dal Suo infinito amore, riceviamo la grazia di amare tutte le creature di Dio come nostri fratelli e sorelle.

Intercessioni

Chiediamo l'Intercessione el Santo Patriarca Abramo, di Isacco suo figlio e di Santa Maria Goretti,

per insegnarci il timore di Dio e la Santa obbedienza, ma anche per comprendere fino in fondo il valore della verginità, verginità del corpo, verginità dei pensieri, Verginità totale per amore di Dio, come la Santa Vergine Madre di Dio ci ha insegnato con la sua vita.

E chiediamo anche la grazia della liberazione delle anime del Purgatorio e per liberare le anime che qui sulla terra sono maggiormente tentate, e particolarmente quelle delle anime consacrate, il Papa, i Vescovi, i Sacerdoti, i missionari, le anime in cammino vacazionale, ed anche per le nostre comunitá cristiane qui in Germania affinchè si avvicinino alla Santa Eucarestia sempre più spesso.

Colletta

Colletta
O Dio, che ci hai reso figli della luce 
con il tuo Spirito di adozione, 
fa’ che non ricadiamo nelle tenebre dell’errore, 
ma restiamo sempre luminosi 
nello splendore della verità. 
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA

(Gn 22,1-19)
Il sacrificio di Abramo, nostro padre nella fede.

Dal libro della Gènesi 

In quei giorni, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».
Abramo si alzò di buon mattino, sellò l’asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l’olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato. Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo. Allora Abramo disse ai suoi servi: «Fermatevi qui con l’asino; io e il ragazzo andremo fin lassù, ci prostreremo e poi ritorneremo da voi». Abramo prese la legna dell’olocausto e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutti e due insieme. 
Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: «Padre mio!». Rispose: «Eccomi, figlio mio». Riprese: «Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov’è l’agnello per l’olocausto?». Abramo rispose: «Dio stesso si provvederà l’agnello per l’olocausto, figlio mio!». Proseguirono tutti e due insieme. 
Così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna, legò suo figlio Isacco e lo depose sull’altare, sopra la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. 
Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito». 
Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete, impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio. 
Abramo chiamò quel luogo “Il Signore vede”; perciò oggi si dice: «Sul monte il Signore si fa vedere». 
L’angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito, io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Si diranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce».
Abramo tornò dai suoi servi; insieme si misero in cammino verso Bersabea e Abramo abitò a Bersabea.

Parola di Dio

Vangelo

(Mt 9,1-8) 
Resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini. 

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, salito su una barca, Gesù passò all’altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati». 
Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia». Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa infatti è più facile: dire “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ma, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Àlzati – disse allora al paralitico –, prendi il tuo letto e va’ a casa tua». Ed egli si alzò e andò a casa sua. 
Le folle, vedendo questo, furono prese da timore e resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.

Parola del Signore


VANGELO (Mt 16,13-19) 
Tu sei Pietro, a te darò le chiavi del regno dei cieli. 

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». 
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Parola del Signore

Letture prese dalla Liturgia di oggi nel sito lachiesa.it

Link utili per approfondimenti