Introduzione per il Sacro Cuore di Gesù 7 Luglio 2017

XIII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Benvenuti a questa celebrazione, che come tutti i primi venerdì del mese, è dedicata al Sacro Cuore di Gesù, come Gesù stesso richiese a Santa Margherita Maria Alacoque:

"Nell'eccessiva misericordia del mio Cuore, ti prometto che il suo onnipotente amore, accorderà la grazia della penitenza finale a tutti coloro che faranno la comunione per nove primi venerdì del mese consecutivi. Non morranno perciò in mia disgrazia, né senza ricevere i loro sacramenti. Il mio Cuore si renderà asilo sicuro in quel supremo momento".

 

Questo venerdì è il sesto che celebriamo e dovunque sarete per le ferie, ricordatevi di andare a Messa anche il 4 Agosto e l'1 Settembre, ma se sarete impossibilitati, il Signore comprenderà nella Sua Divina Misericordia.

 

Abramo vive la Fede in maniera piena, e confida nella Divina Provvidenza.

Ma come fa ad avere questa grande fede?

Abramo si riconosce creatura del creatore, nulla in confronto a Lui. Pieno di difetti e debolezze che il Padre gli perdona e che riconosce nel Signore l'autore della sua vita. Come può non dargli piena fiducia?

Abramo rimane coerente a questa fede, non torna indietro e non fa tornare indietro la sua famiglia. Ma manda il servo a cercare la moglie per Isacco. Si, ma quale?

La risposta é semplice: la Divina Provvidenza. Il Signore provvederá anche questa volta, e Lui non sbaglia.

 

Anche Matteo, riconosce in Gesù l'autore della vita, e quando Gesù gli dice "Seguimi", lui non esita e lo segue all'istante, non si gira indietro, dove è disperazione.

 

Gesù, è Misericordia Divina e Divina Provvidenza. Chi segue lui, senza voltarsi indietro, non avrà più di che preoccuparsi.

 

Gesù ci insegna anche come dobbiamo comportarci con chi è più debole di noi.

 

"Seguiamo anche noi Gesù" e portiamolo nel cuore. Presentiamolo senza indugio anche la dove ci sono le più grandi miserie della vita. Non scandalizziamoci, come Lui non si è scandalizzato di noi venendo sulla Terra.

 

Intercessioni

Chiediamo al Sacro Cuore di Gesù Misericordioso, per intercessione di Santa Margherita Maria Alacoque, di rimetterci i peccati e di aiutare soprattutto le anime fredde, quelle maggiormente tentate dal demonio e tutte le anime consacrate e missionarie.

Chiediamo anche al Signore, per intercessione di Santa Caterina da Siena e di Santa Madre Teresa di Calcutta, di rinforzare tutti i cristiani nella Fede e di credere totalmente alla Divina Provvidenza.

Colletta

O Dio, che ci hai reso figli della luce

con il tuo Spirito di adozione,

fa’ che non ricadiamo nelle tenebre dell’errore,

ma restiamo sempre luminosi

nello splendore della verità.

Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA

(Gen 23,1-4.19; 24,1-8.62-67)
Isacco amò Rebecca e trovò conforto dopo la morte della madre.

Dal libro della Gènesi 

Gli anni della vita di Sara furono centoventisette: questi furono gli anni della vita di Sara. Sara morì a Kiriat Arbà, cioè Ebron, nella terra di Canaan, e Abramo venne a fare il lamento per Sara e a piangerla. 
Poi Abramo si staccò dalla salma e parlò agli Ittiti: «Io sono forestiero e di passaggio in mezzo a voi. Datemi la proprietà di un sepolcro in mezzo a voi, perché io possa portar via il morto e seppellirlo». Abramo seppellì Sara, sua moglie, nella caverna del campo di Macpela di fronte a Mamre, cioè Ebron, nella terra di Canaan. 
Abramo era ormai vecchio, avanti negli anni, e il Signore lo aveva benedetto in tutto. Allora Abramo disse al suo servo, il più anziano della sua casa, che aveva potere su tutti i suoi beni: «Metti la mano sotto la mia coscia e ti farò giurare per il Signore, Dio del cielo e Dio della terra, che non prenderai per mio figlio una moglie tra le figlie dei Cananei, in mezzo ai quali abito, ma che andrai nella mia terra, tra la mia parentela, a scegliere una moglie per mio figlio Isacco». 
Gli disse il servo: «Se la donna non mi vuol seguire in questa terra, dovrò forse ricondurre tuo figlio alla terra da cui tu sei uscito?». Gli rispose Abramo: «Guàrdati dal ricondurre là mio figlio! Il Signore, Dio del cielo e Dio della terra, che mi ha preso dalla casa di mio padre e dalla mia terra natia, che mi ha parlato e mi ha giurato: “Alla tua discendenza darò questa terra”, egli stesso manderà il suo angelo davanti a te, perché tu possa prendere di là una moglie per mio figlio. Se la donna non vorrà seguirti, allora sarai libero dal giuramento a me fatto; ma non devi ricondurre là mio figlio». 
[Dopo molto tempo] Isacco rientrava dal pozzo di Lacai Roì; abitava infatti nella regione del Negheb. Isacco uscì sul far della sera per svagarsi in campagna e, alzando gli occhi, vide venire i cammelli. Alzò gli occhi anche Rebecca, vide Isacco e scese subito dal cammello. E disse al servo: «Chi è quell’uomo che viene attraverso la campagna incontro a noi?». Il servo rispose: «È il mio padrone». Allora ella prese il velo e si coprì. Il servo raccontò a Isacco tutte le cose che aveva fatto. Isacco introdusse Rebecca nella tenda che era stata di sua madre Sara; si prese in moglie Rebecca e l’amò. Isacco trovò conforto dopo la morte della madre.

Parola di Dio

Vangelo

(Mt 9,9-13) 
Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Misericordia io voglio e non sacrifici. 

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». 
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Parola del Signore


VANGELO (Mt 16,13-19) 
Tu sei Pietro, a te darò le chiavi del regno dei cieli. 

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». 
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Parola del Signore

Letture prese dalla Liturgia di oggi nel sito lachiesa.it

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