Liturgia della Parola di Domenica 16 Luglio 2017

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Benvenuti carissimi fratelli e sorelle a questa domenica del tempo ordinario.

 

Uno dei momenti più importanti nella celebrazione della  Messa è proprio quello dell' ascolto della parola di Dio.

 

La parola di Dio non è una semplice lettura di testi antichi, ma in quel momento, proprio perché dentro un momento di preghiera, è Dio che parla e vuole seminare nel nostro cuore la sua parola di vita, e noi siamo all’ascolto.

 

Il Vangelo di oggi, Gesù si presenta come il seminatore, che continua a seminare, egli semina in abbondanza  nel nostro cuore, nonostante la chiusura che abbiamo  verso di lui.

 

Gesù parla all'uomo per mezzo di parabole, ma spesso l'uomo non ascolta e se ascolta è distratto e non accoglie la parola del Signore, siamo simili ai terreni sassosi.

 

Quanto è importante la parola del Signore per noi?

 

La prima lettura, tratta dal profeta Isaia, ci dice che la parola del Signore è efficace e la paragona all'acqua, che è tanto attesa dal contadino. La parola di Dio è un seme potente, potentissimo e ricco di vitalità.

 

L'apostolo Paolo sottolinea questo aspetto nel brano della seconda lettura.

 

È proprio questa fiducia nella parola del Signore che ci fa operare, agire, sperare e soffrire per amore e con amore, come Cristo ha fatto per noi.

 

Vogliamo invocare lo Spirito Santo, che ci aiuta ad ascoltare la parola di Dio, a comprenderla per proclamarla  con fede.

 

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Oggi 16 luglio ricorre una festa mariana molto importante nella Tradizione della Chiesa: la Madonna del Carmelo, una delle devozioni più antiche e più amate dalla cristianità, legata alla storia e ai valori spirituali dell’Ordine dei frati della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo (Carmelitani). La festa liturgica fu istituita per commemorare l’apparizione del 16 luglio 1251 a san Simone Stock, all’epoca priore generale dell’ordine carmelitano, durante la quale la Madonna gli consegnò uno scapolare (dal latino scapula, spalla) in tessuto, rivelandogli notevoli privilegi connessi al suo culto.

 

(testo ripreso da http://www.santiebeati.it/Beata Vergine Maria del Monte Carmelo

 

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Intercessioni

Al nostro Signore e alla Beata Vergine del Monte Carmelo, sua e nostra amatissima madre e consolatrice, affidiamo i defunti…..

E ora chiediamo perdono cantando insieme il canto del Kyrie

Colletta

O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità,  
perché possano tornare sulla retta via,  
concedi a tutti coloro che si professano cristiani  
di respingere ciò che è contrario a questo nome  
e di seguire ciò che gli è conforme.  
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Prima Lettura

(Is 55,10-11)
La pioggia fa germogliare la terra.

Dal libro del profeta Isaìa

Così dice il Signore:
«Come la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale

(Sal 64)
Rit: Tu visiti la terra, Signore, e benedici i suoi germogli.

Tu visiti la terra e la disseti,
la ricolmi di ricchezze.
Il fiume di Dio è gonfio di acque;
tu prepari il frumento per gli uomini.

Così prepari la terra:
ne irrìghi i solchi, ne spiani le zolle,
la bagni con le piogge e benedici i suoi germogli.

Coroni l’anno con i tuoi benefici,
i tuoi solchi stillano abbondanza.
Stillano i pascoli del deserto
e le colline si cingono di esultanza.

I prati si coprono di greggi,
le valli si ammantano di messi:
gridano e cantano di gioia!

Seconda lettura

(Rm 8,18-23) 
L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio. 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani 

Fratelli, ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio. 
La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. 
Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.

Parola di Dio

Vangelo

(Mt 13,1-23) 
Il seminatore uscì a seminare. 

+ Dal Vangelo secondo Matteo

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. 
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

Parola del Signore.


Letture prese dalla Liturgia di oggi nel sito lachiesa.it

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