Introduzione alla Liturgia di Venerdì 5 Maggio 2017

Nella Parola di Dio di oggi leggiamo della chiamata di San Paolo:

 

Il Signore chiama chiunque, soprattutto chi é in ricerca e vuole lavorare per Lui anche se in maniera sbagliata. Il Signore chiama anche noi, ognuno per la sua missione.

 

Saulo, «aperti gli occhi, non vedeva nulla».

Anche noi possiamo fare questa esperienza. Quando il Signore ti tocca il cuore, improvvisamente ti rendi conto di essere nulla in un nulla e non vedi più nulla. Chi sono e dove vado?

 

Si legge: «imporgli le mani perché recuperasse la vista»

Serve un ministro di Dio per superare il Mar Rosso. Andiamo al confessionale e ci troveremo Gesù che ci ridona la vista e ci spiega cosa fare e ci fa attraversare il mare.

 

«Va’, perché egli è lo strumento che ho scelto per me».

Non dobbiamo avere paura del radicale cambiamento e non ci si deve preoccupare perché il Signore provvede a tutto. Impariamo anche ad accettare con generositá chi é stato scelto da Dio senza pregiudizi sul suo passato.

 

Gesù nel Vangelo ci dice come ricevere la vita, la forza e la direzione per questo cambiamento:

«Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui.»

Accostiamoci più spesso alla Santa Eucarestia per ricevere Gesù.

 

Oggi mi piace ricordare San Gottardo di Hildesheim, visto che usiamo molto spesso un tunnel a lui dedicato:

Figlio di un vassallo del capitolo di S. Maurizio, Gottardo nasce nel 960 nella diocesi di Passavia in Baviera. Si dedica alle scienze umanistiche e alla teologia.

Diventa monaco benedettino poi viene ordinato sacerdote, quindi priore, rettore e abate della scuola monastica, infine vescovo di Hildesheim.

Si distingue per la sua cura pastorale, per l'attenzione nei confronti del clero e per le sue conferenze bibliche. In 15 anni consacra più di 30 chiese.

Vorrei aggiungere che sarebbe di utile giovamento a tutti leggere il vangelo e le Letture del giorno tutti i giorni, perché sono consecutive e seguono un filo continuo e nutrono la mente e lo spirito. Volendole approfondire si trovano nel nostro sito nella sezione dedicata ai sussidi alla Liturgia.

PRIMA LETTURA (At 9,1-20)
Egli è lo strumento che ho scelto per me, affinché porti il mio nome dinanzi alle nazioni.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Sàulo, spirando ancora minacce e stragi contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damàsco, al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme tutti quelli che avesse trovato, uomini e donne, appartenenti a questa Via.
E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damàsco, all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e, cadendo a terra, udì una voce che gli diceva: «Sàulo, Sàulo, perché mi perséguiti?». Rispose: «Chi sei, o Signore?». Ed egli: «Io sono Gesù, che tu perséguiti! Ma tu àlzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare».
Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce, ma non vedendo nessuno. Sàulo allora si alzò da terra, ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damàsco. Per tre giorni rimase cieco e non prese né cibo né bevanda.
C’era a Damàsco un discepolo di nome Ananìa. Il Signore in una visione gli disse: «Ananìa!». Rispose: «Eccomi, Signore!». E il Signore a lui: «Su, va’ nella strada chiamata Diritta e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Sàulo, di Tarso; ecco, sta pregando, e ha visto in visione un uomo, di nome Ananìa, venire a imporgli le mani perché recuperasse la vista». Rispose Ananìa: «Signore, riguardo a quest’uomo ho udito da molti quanto male ha fatto ai tuoi fedeli a Gerusalemme. Inoltre, qui egli ha l’autorizzazione dei capi dei sacerdoti di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome». Ma il Signore gli disse: «Va’, perché egli è lo strumento che ho scelto per me, affinché porti il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli d’Israele; e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome».
Allora Ananìa andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: «Sàulo, fratello, mi ha mandato a te il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada che percorrevi, perché tu riacquisti la vista e sia colmato di Spirito Santo». E subito gli caddero dagli occhi come delle squame e recuperò la vista. Si alzò e venne battezzato, poi prese cibo e le forze gli ritornarono.
Rimase alcuni giorni insieme ai discepoli che erano a Damàsco, e subito nelle sinagoghe annunciava che Gesù è il Figlio di Dio.

Parola di Dio

 

VANGELO (Gv 6,52-59) 
La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.

Parola del Signore


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