Introduzione alla Liturgia di Martedì 18 Luglio 2017

XV settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

 

Pace e bene a voi tutti,

predisponiamoci ad ascoltare la Parola di Dio e partecipare vivamente a questa Santa celebrazione Eucaristica.

 

Mosè, che significa "tratto dalle acque". L'acqua, sorgente di vita e purificazione, sempre presente nella nostra vita corporale e spirituale. Acque che salvano Mosè, anticipazione del battesimo, purificazione di Mosè. Mosè e la Divina Provvidenza, che tutto vede, tutto dispone, tutto dona. Anche la vita. E nei modi più impensati.

 

Non lo conoscono gli egizi, non lo vogliono i fratelli ebrei. Sbaglia e scappa.

Mosè prende i due significati del verbo "errare". Errare come vagabondare, muoversi, ed errare come sbagliare.

Ma Dio aveva un progetto su di lui e lo porta fuori dalla vita conosciuta, dall'ambiente famigliare, nel deserto, come era già avvenuto per Noè ed Abramo.

Il Nostro Dio ci porta lontano dal nostro ambiente per parlarci, per modellarci, per educarci con in vista un progetto di vita per noi e per gli altri.

 

Fuori dalla propria zona di confort, capisci che c'è qualcuno al di sopra di tutto, che tutto vede e provvede. Nel fallimento ti riconosci creatura, un niente, e che governato dalla presunzione, dall'egoismo, dalla superbia, dall'arroganza, riesci solo a sbagliare.

 

E nel punto più basso, ecco, senti la Sua voce, che ti dice, figlio mio, io ci sono, Io sono, Io sono colui che è e sempre sarà. E non ti scordare, Io sono sempre con te.

 

Allora tu rispondi:

Signore mio, Dio mio, eccomi,

fai di me quello che vuoi,

Sia fatta la Tua volontà su di me, come è in cielo, e come spero avvenga in terra

Signore mio, Dio mio, io credo,

donami la Fede, la Speranza e la Carità,

ed insegnami la Pazienza che tutto aiuta, come Tu hai avuto una pazienza infinita con me

 

Amen, Alleluia

 

Intercessioni

Per intercessione del preziosissimo sangue di Gesù Nostro Signore, e con profonda umiltà, chiediamo perdono per i nostri errori, per le nostre mancanze, per le nostre omissioni e preghiamo affinché in questi periodi estremamente turbolenti riusciamo ad ascoltare la voce di Dio Padre.

Colletta

O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità,  
perché possano tornare sulla retta via,  
concedi a tutti coloro che si professano cristiani  
di respingere ciò che è contrario a questo nome  
e di seguire ciò che gli è conforme.  
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Prima Lettura

(Es 2,1-15)
Lo chiamò Mosè perché l’aveva tratto dalle acque; cresciuto in età, egli si recò dai suoi fratelli.

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, un uomo della famiglia di Levi andò a prendere in moglie una discendente di Levi. La donna concepì e partorì un figlio; vide che era bello e lo tenne nascosto per tre mesi. Ma non potendo tenerlo nascosto più oltre, prese per lui un cestello di papiro, lo spalmò di bitume e di pece, vi adagiò il bambino e lo depose fra i giunchi sulla riva del Nilo. La sorella del bambino si pose a osservare da lontano che cosa gli sarebbe accaduto.
Ora la figlia del faraone scese al Nilo per fare il bagno, mentre le sue ancelle passeggiavano lungo la sponda del Nilo. Ella vide il cestello fra i giunchi e mandò la sua schiava a prenderlo. L’aprì e vide il bambino: ecco, il piccolo piangeva. Ne ebbe compassione e disse: «È un bambino degli Ebrei». La sorella del bambino disse allora alla figlia del faraone: «Devo andare a chiamarti una nutrice tra le donne ebree, perché allatti per te il bambino?». «Va’», rispose la figlia del faraone. La fanciulla andò a chiamare la madre del bambino. La figlia del faraone le disse: «Porta con te questo bambino e allattalo per me; io ti darò un salario». La donna prese il bambino e lo allattò. 
Quando il bambino fu cresciuto, lo condusse alla figlia del faraone. Egli fu per lei come un figlio e lo chiamò Mosè, dicendo: «Io l’ho tratto dalle acque!».
Un giorno Mosè, cresciuto in età, si recò dai suoi fratelli e notò i loro lavori forzati. Vide un Egiziano che colpiva un Ebreo, uno dei suoi fratelli. Voltatosi attorno e visto che non c’era nessuno, colpì a morte l’Egiziano e lo sotterrò nella sabbia. 
Il giorno dopo uscì di nuovo e vide due Ebrei che litigavano; disse a quello che aveva torto: «Perché percuoti il tuo fratello?». Quegli rispose: «Chi ti ha costituito capo e giudice su di noi? Pensi forse di potermi uccidere, come hai ucciso l’Egiziano?». Allora Mosè ebbe paura e pensò: «Certamente la cosa si è risaputa». 
Il faraone sentì parlare di questo fatto e fece cercare Mosè per metterlo a morte. Allora Mosè fuggì lontano dal faraone e si fermò nel territorio di Madian.

Parola di Dio


Vangelo

(Mt 11,20-24) 
Nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne e la terra di Sòdoma saranno trattate meno duramente di voi. 

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: 
«Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi. 
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».

Parola del Signore

Letture prese dalla Liturgia di oggi nel sito lachiesa.it

Link utili per approfondimenti

Scrivi commento

Commenti: 0