Introduzione alla Liturgia di Giovedì 20 Luglio 2017

XV settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

 

«Io sono colui che sono!»
Mosè chiede a Dio il Suo nome e Dio rispose «Io sono colui che sono!»

Lui "È" presente nella nostra vita, in ogni tempo, eternamente, e noi siamo le Sue creature, create a Sua immagine e somiglianza.

Ma cosa vuol dire che siamo a Sua immagine e somiglianza?

I profeti hanno dato delle risposte a questa domanda e Dio nella Sua benevolenza ci ha dato il Suo Figlio Unigenito per la nostra redenzione ed anche per darci un esempio concreto di come è Lui. Gesù, L'Emmanuel, il Dio con noi.
Gesù ci dice: «Imparate da me, che sono mite e umile di cuore», ci dice anche «venite a me».

 

Il Nostro Dio ci ama, ma nel Suo amore infinito ci lascia liberi, come liberi ci ha creati. Questo vuol dire a Sua immagine e somiglianza: essere miti, umili, amare senza limiti Lui ed il nostro prossimo.

 

E più andiamo a Gesù, più Lui ci si rivela e più noi gli somigliamo e non facciamo fatica a seguirlo nelle virtù evengeliche.

 

Intercessioni

Per intercessione del preziosissimo sangue di Gesù Nostro Signore, e con profonda umiltà, chiediamo perdono per i nostri errori, per le nostre mancanze, per le nostre omissioni e preghiamo affinché in questi periodi estremamente turbolenti riusciamo ad ascoltare la voce di Dio Padre.
Preghiamo per tutti i fratelli di qualsiasi religione, cultura, paese affinchè la promessa della benedizione data da Dio ad Abramo si estenda su tutta la terra.

Preghiamo per una maggiore e totale comprensione delle diversità nell'unità in Gesù Cristo Nostro Signore.

Colletta

O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità,  
perché possano tornare sulla retta via,  
concedi a tutti coloro che si professano cristiani  
di respingere ciò che è contrario a questo nome  
e di seguire ciò che gli è conforme.  
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Prima Lettura

Es 3,13-20
Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, [udendo la voce del Signore dal mezzo del roveto,] Mosè disse a Dio: «Ecco, io vado dagli Israeliti e dico loro: “Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi”. Mi diranno: “Qual è il suo nome?”. E io che cosa risponderò loro?». Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». E aggiunse: «Così dirai agli Israeliti: “Io-Sono mi ha mandato a voi”».
Dio disse ancora a Mosè: «Dirai agli Israeliti: “Il Signore, Dio dei vostri padri, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe, mi ha mandato a voi”. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione.
Va’! Riunisci gli anziani d’Israele e di’ loro: “Il Signore, Dio dei vostri padri, Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, mi è apparso per dirmi: Sono venuto a visitarvi e vedere ciò che viene fatto a voi in Egitto. E ho detto: Vi farò salire dalla umiliazione dell’Egitto verso la terra del Cananeo, dell’Ittita, dell’Amorreo, del Perizzita, dell’Eveo e del Gebuseo, verso una terra dove scorrono latte e miele”.
Essi ascolteranno la tua voce, e tu e gli anziani d’Israele andrete dal re d’Egitto e gli direte: “Il Signore, Dio degli Ebrei, si è presentato a noi. Ci sia permesso di andare nel deserto, a tre giorni di cammino, per fare un sacrificio al Signore, nostro Dio”.
Io so che il re d’Egitto non vi permetterà di partire, se non con l’intervento di una mano forte. Stenderò dunque la mano e colpirò l’Egitto con tutti i prodigi che opererò in mezzo ad esso, dopo di che egli vi lascerà andare».

Parola di Dio


Vangelo

Mt 11,28-30
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

 

Parola del Signore

Letture prese dalla Liturgia di oggi nel sito lachiesa.it

Link utili per approfondimenti