Introduzione alla Liturgia di Domenica 1 Ottobre 2017

 

Carissimi benvenuti,
Non può esserci salvezza, non si apre la Porta del Regno di Dio, e quindi della Gioia, senza una vera conversione.
Per la generosa obbedienza di Gesù a fare fino in fondo la volontà del Padre, per il Suo sacrificio volontario, per la Sua morte di Croce e la Sua resurrezione che l’uomo è stato salvato.

La volontà e l’obbedienza sono il tema offerto dalla Liturgia di questa XXVI Domenica del tempo ordinario.

In questo Vangelo di Matteo Gesù ci propone la parabola del padre che chiede ai due figli di andare a lavorare nella vigna. Il primo risponde: „Non ne ho voglia“, ma poi pentito va mentre il secondo risponde „si“ ma poi non va.
I due fratelli sono diversi negli atteggiamenti, nelle parole e nelle opere. Entrambi si dimostrano incoerenti perché dicono una cosa e poi ne fanno un’altra. Ma il primo, pentitosi, dimostra di amare il padre. L’amore e il pentimento sono i giusti valori.

Viene spontaneo domandarci: che tipo di padre è Dio?
Dio Padre esorta il Suo popolo con infinita dolcezza e pazienza ad andare a lavorare nella vigna. La Sua volontà passa attraverso il si dell’uomo, che non è sottomissione, e per la nostra obbedienza Dio ci anticipa la gioia che riceveremo in futuro. Obbedire è un atto d’amore ed amore riceviamo.

Dio non vuole sottomissione, non abusa della libertà umana, ma offre a chiunque la possibilità di cambiare vita e di collaborare al Suo piano di salvezza.

“Ognuno di noi è responsabile delle proprie scelte di vita”, proclama Ezechiele nella prima lettura. Il tempo concesso da Dio sulla Terra è un tempo di prova, di santificazione e di grazia.
Mettiamoci al servizio di Dio.

Nel Vangelo Gesù dice: “i pubblicani e le prostitute vi passeranno avanti nel regno di Dio”.
I pubblicani e le prostitute sono coloro che, pecorelle smarrite, hanno sentito l’amore del Signore e si sono convertiti accettando di fare la volontà di Dio. Questo deve essere uno sprone per ognuno di noi a fare di più. Non è solo frequentando la Chiesa e pregando un po’ più degli altri che fa dei veri cristiani.
Gesù insegna che lavorare nella vigna significa operare per il regno di Dio. Significa essere veri fratelli di Cristo Gesù. Lavorare nella vigna è spirito di carità che ci accomuna con Cristo, aiutando altre anime a salvarsi. Lavorare nella vigna è diffondere la Luce di Gesù. Con Gesù nel cuore ci sentiremo trasportati a comunicarlo al prossimo, così che i fratelli più lontani e indolenti si sentano afferrati dall’Amore del Padre e decidano di convertirsi e seguirLo nella via dell’Amore.

San Paolo, nella lettera ai Filippési, chiede ai destinatari: “di rendere piena questa gioia”. È l'atteggiamento del padre ai figli che dice „fatemi contento„.
Sentire la stessa carità, rimanendo unanimi e concordi. Andate d'accordo fra voi, amatevi, siate affiatati come un’autentica comunità, come una famiglia che ha un’unica intenzione, un’unica volontà.

San Paolo da alcune indicazioni molto precise :”Non fate nulla per rivalità o per vanagloria. Apprezzate le virtù degli altri, le qualità che non sono le nostre, evitate di guardare con gelosia e invidia, ammirate ed elogiate, impegnatevi a fare altro e tanto. Ciascuno non cerchi il proprio interesse. Il vero modello da imitare è Gesù che dice “si” e fa la volontà del Padre. Facciamo come Maria e affidiamoci a Lei: con il Suo “si” ha permesso l’avvento del Messia. Ha dato avvio alla nostra salvezza, alla nostra gioia.

«Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica». 

Intercessioni e commemorazioni

 

Per intercessione di Santa Teresa di Gesù Bambino preghiamo per chi è colpito dalla malattia o dalle persecuzioni affinché vivano con vero spirito cristiano questi difficili momenti.

Colletta

O Padre, sempre pronto ad accogliere  
pubblicani e peccatori  
appena si dispongono a pentirsi di cuore,  
tu prometti vita e salvezza  
a ogni uomo che desiste dall’ingiustizia:  
il tuo Spirito ci renda docili alla tua parola  
e ci doni gli stessi sentimenti  
che sono in Cristo Gesù.  
Egli è Dio, e vive e regna con te...

Salmo Responsoriale

(Sal 24)
Rit: Ricòrdati, Signore, della tua misericordia.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza;
io spero in te tutto il giorno.

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
I peccati della mia giovinezza
e le mie ribellioni, non li ricordare:
ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.


Prima Lettura

(Ez 18,25-28)
Se il malvagio si converte dalla sua malvagità, egli fa vivere se stesso.

Dal libro del profeta Ezechièle

Così dice il Signore: 
«Voi dite: “Non è retto il modo di agire del Signore”. Ascolta dunque, casa d’Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è retta la vostra? 
Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo muore, egli muore appunto per il male che ha commesso. 
E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso. Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà».

 

Parola di Dio 

Seconda Lettura

(Fil 2,1-11) 
Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù. 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Fratelli, se c’è qualche consolazione in Cristo, se c’è qualche conforto, frutto della carità, se c’è qualche comunione di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia con un medesimo sentire e con la stessa carità, rimanendo unanimi e concordi. 
Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri.
Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù:
egli, pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio 
l’essere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami:
«Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre.

Canto al Vangelo

(Gv 14,6) 
Alleluia, alleluia.
Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore.
Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

Alleluia.

Vangelo

(Mt 21,28-32) 
Pentitosi andò. I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. 

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». 
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».


Parola del Signore

Approfondimenti

Agenzia Fides, Organo di informazione delle Pontificie Opere Missionarie

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