Monastero Invisibile Gennaio 2018

Sant'Amselmo d'Aosta: La Fede necessita dell'Intelletto

Dal "Cur Deus Homo"

E pur tacendo dei verse con i quali la Sacra Scrittura ci invita alla ricerca delle ragioni dicendo a noi: “Non capirete se non crederete” (Is 7,9), essa esplicitamente ci esorta a sforzarci di arrivare a capire, in quanto ci insegna il modo per avvicinarci a questa intelligenza. Infine siccome so che tra la fede e la visione vi è uno stato intermedio, cioè l’intelligenza di cui siamo capaci in questa vita penso che tanto più uno progredisce in questa intelligenza, tanto più si avvicina alla visione che tutti desideriamo.

 

"Riflessione"

Una delle opere più significative, nonché fra le più conosciute di Anselmo, è proprio il “Prosologion”. Si tratta di una preghiera rivolta a Dio, frutto di un’intensa ricerca intellettuale e di una profonda esperienza spirituale. Il primo titolo di tale opera doveva essere in origine: “Fides quaerens intellectum”. Dunque come riportato nel suddetto brano, estratto dal dialogo “Cur Deus Homo”, è proprio la Fede che tende verso la Visione di Dio, ed è in questa tensione che vi troviamo l’intellectus, il quale è già una certa e sicura visione della verità, ma che rende ancora più vivo il desiderio di vedere il Volto divino. L’atto della fede espresso in preghiera, include una profonda ricerca intellettuale sempre più intensa, ma parlando a Dio stesso. La fede che si esprime nel testo è una fede viva animata dalla carità e continuamente orientata dalla speranza verso la Visione di Dio.