Introduzione alla Liturgia di Martedì 27 Giugno 2017

Buon pomeriggio cari fratelli e sorelle in Gesù,

é sempre con apprensione che mi accingo a fare questo servizio per spirito di obbedienza, chiedendo umilmento a Nostro Signore di illuminarci con il Suo Santo Spirito.

 

Il tema centrale di oggi é l'amore verso il prossimo, Gesù nel Vangelo ci richiama a questo ed Abramo nella prima lettura ci fornisce un esempio.

 

Abramo cerca di evitare i naturali conflitti che esistono in tutte le famiglie, quindi indica al fratello una soluzione per una convivenza pacifica ed infine offre al fratello di scegliere quale parte prendere.

 

Lot, suo fratello sceglie la parte che abbaglia di piú, che umanamente sembra più bella, ma non lo é.

 

In questi tre passaggi Abramo ha cercato di fare la volontá dell'Altissimo, che é amore, che é abnegazione di se stessi. Abramo é piaciuto a Dio Padre che lo ha ripagato più di quanto Abramo ha dato.

 

Gesù ci invita infatti a passare per la via stretta, ci invita a non scegliere le abbaglianti bellezze terrene, tutte vanitá. Vanità delle vanità, dice Qoèlet, tutto è vanità. (Libri Sapienzali, Qoelet, cap 12)

 

Gesù ci invita anche a non buttare le cose sante ai cani o le perle ai porci.

Credo che Gesù si riferisca alle grazie che riceviamo o alle buona azioni che siamo ispirati a fare. Non roviniamo tutto seguendo altre passioni.

San Luigi Grignon di Montfort suggeriva di affidare tutto quello che abbiamo e riceviamo a Maria, perché noi siamo vasi di argilla forati e tutto perdiamo.

 

Preghiamo per le anime maggiormente tentate, per quelle fredde. Per chi non ha mai conosciuto Gesù. Per chi si lascia deviare dal maligno con teorie fuorvianti.

Doniamo questa Santa Messa nelle mani di Maria, Beata Vergine Immacolata, affinchè ne disponga per il bene di tutta la Santa Chiesa e ringraziamo il Signore Dio Nostro per il semplice fatto che siamo qui a partecipare a questa celebrazione.

Colletta
Dona al tuo popolo, o Padre, 
di vivere sempre nella venerazione e nell’amore 
per il tuo santo nome, 
poiché tu non privi mai della tua guida 
coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Gn 13,2.5-18)
Non vi sia discordia tra me e te, perché noi siamo fratelli.

Dal libro della Gènesi

Abram era molto ricco in bestiame, argento e oro. Ma anche Lot, che accompagnava Abram, aveva greggi e armenti e tende, e il territorio non consentiva che abitassero insieme, perché avevano beni troppo grandi e non potevano abitare insieme. Per questo sorse una lite tra i mandriani di Abram e i mandriani di Lot. I Cananei e i Perizziti abitavano allora nella terra. Abram disse a Lot: «Non vi sia discordia tra me e te, tra i miei mandriani e i tuoi, perché noi siamo fratelli. Non sta forse davanti a te tutto il territorio? Sepàrati da me. Se tu vai a sinistra, io andrò a destra; se tu vai a destra, io andrò a sinistra».
Allora Lot alzò gli occhi e vide che tutta la valle del Giordano era un luogo irrigato da ogni parte – prima che il Signore distruggesse Sòdoma e Gomorra – come il giardino del Signore, come la terra d’Egitto fino a Soar. Lot scelse per sé tutta la valle del Giordano e trasportò le tende verso oriente. Così si separarono l’uno dall’altro: Abram si stabilì nella terra di Canaan e Lot si stabilì nelle città della valle e piantò le tende vicino a Sòdoma. Ora gli uomini di Sòdoma erano malvagi e peccavano molto contro il Signore.
Allora il Signore disse ad Abram, dopo che Lot si era separato da lui: «Alza gli occhi, e dal luogo dove tu stai, spingi lo sguardo verso il settentrione e il mezzogiorno, verso l’oriente e l’occidente. Tutta la terra che tu vedi, io la darò a te e alla tua discendenza per sempre. Renderò la tua discendenza come la polvere della terra: se uno può contare la polvere della terra, potrà contare anche i tuoi discendenti. Àlzati, percorri la terra in lungo e in largo, perché io la darò a te». Poi Abram si spostò con le sue tende e andò a stabilirsi alle Querce di Mamre, che sono ad Ebron, e vi costruì un altare al Signore.

VANGELO (Mt 7,6.12-14) 
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. 

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».

Parola del Signore


Letture prese dalla Liturgia di oggi nel sito lachiesa.it

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