Raccolta delle introduzioni alla liturgia

Introduzione alla Liturgia di Giovedì 19 Ottobre 2017

Carissimi fratelli e sorelle in Gesù,
Oggi ricorre la festa di San Paolo della Croce, sacerdote e fondatore dei Passionisti, vissuto in un periodo in cui la fede era relegata alla presenza più che alla sostanza, all'apparenza più che alla sacralità, tutti fanno così ma dimentichi del sacrificio della Croce, generazione impenitente e stolta, lui, Paolo Francesco Danei, di nobili origini, fu uomo che seppe andare contro-corrente.
La stessa pigrizia spirituale e la mancanza di disciplina nei costumi che ha incontrato San Paolo della Croce vengono riportate con enfasi diverse anche dalle letture di oggi, sia nel Vecchio Testamento che nel Vangelo.
Dobbiamo domandarci:
Come siamo noi?
Abbiamo il coraggio di andare controcorrente, di essere cristiani fino in fondo, o badiamo alle apparenze?
Seguiamo veramente Gesù sul Calvario e ai piedi della Santa Croce?
Ci assimiliamo alla massa descritta da Gesù, dimentica di Dio e che perseguita i Santi o facciamo parte dei Santi?
Dio ci ama, ci ama conoscendo le nostre debolezze, ci ama così tanto da aver mandato il Suo Figlio Unigenito. Ci ama come solo Lui può fare, ma questo amore vuole essere corrisposto e vuole da noi un serio impegno ad amare come Gesù ci ha insegnato.
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Introduzione alla Liturgia di Martedì 17 Ottobre 2017

Popolo di Dio, cristiani dalla viva fede, benvenuti.
Nella ricorrenza di Sant'Ignazio, terzo Vescovo di Antiochia in Siria e martire della Fede, veniamo guidati a comprendere l'importanza delle tre virtù teologali, virtù fondamentali per ogni cristiano: Fede, Speranza e Carità. 
Si chiamano teologali perché per averle hanno bisogno dell'aiuto di Dio, a cui vanno richieste incessantemente e sono 3 come la Santissima Trinità.
Tutto quello che i nostri sensi percepiscono ci parla di Dio, Creatore e Signore di tutte le cose visibili e invisibili.
Se manteniamo lo stupore di un bambino di fronte al creato, stiamo lodando e glorificando Dio per tutto quello che ha fatto. Vediamo Dio tramite le Sue opere. Noi ci riconosciamo Sue creature, un niente in confronto al tutto.
È la Fede, che Dio alimenta in quanti lo cercano. Per avere la Fede Gesù ci chiede di svuotarci da tutte le impurità, quelle che vengono dal di dentro, più ci svuotiamo delle cose terrene più ci avviciniamo a quelle del cielo.
La Fede porta alla Speranza della Vita Eterna con Dio Padre.
La Speranza porta alla Carità di condividere con tutti l'Amore di Dio.
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Introduzione alla Liturgia di Domenica 15 Ottobre 2017

Carissimi invitati alle nozze del Signore, Buona Domenica.

Il tema del Vangelo di oggi è la Salvezza e Gesù la presenta come partecipazione a un banchetto di nozze.

La salvezza è un momento di liberazione, di gioia condivisa, di comunione, di partecipazione ai beni eterni di cui il Sangue dell’Agnello ci ha reso co-eredi.

Già nel Vecchio Testamento Isaia presenta la salvezza con l’immagine del Signore Dio che  prepara un banchetto veramente ricco. La festa è traboccante di ogni bene e fra questi notiamo che Dio „eliminerà la morte per sempre“ e „asciugherà le lacrime su ogni volto“.

Gesù ci mette sull’avviso: per rimanere nella festa non è sufficiente essere chiamati. La salvezza inizia in questa vita e si compie nel momento in cui con un sincero pentimento ci avviamo verso la nuova vita con una conversione vera e totale, e umilmente chiediamo al Signore Nostro Dio di aiutarci con un grande atto di fede nella Sua infinità bontà e Misericordia.

Chi non compie questo passo rimane come l’uomo che Gesù descrive essere presente al banchetto ma che, non indossando l’abito nuziale, viene cacciato e mandato „dove è pianto e stridore di denti“.

Perché quest’uomo è stato cacciato dal Re?

Che ha fatto di diverso quest’uomo rispetto a tutti gli altri „buoni e cattivi?

L’abito nuziale è rappresentativo della propria anima. Quest’uomo non ha abbandonato l’uomo vecchio, non si è rinnovato e per questo non è degno di partecipare al banchetto di Dio.

Le scuse che abbiamo, oggi come allora, sono sempre le stesse: non ho tempo, non è il momento, ci penserò. Come se ci fosse qualcosa di più importante nella vita che scoprire che Dio ci ama con una tenerezza infinita. 

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Introduzione alla Liturgia di Martedì 10 Ottobre 2017

Carissimi, pace e bene e benvenuti a questo incontro con il Nostro Signore Gesù Cristo,
oggi si ricorda San Daniele Comboni, Vescovo e missionario che tanto ha fatto per l'Africa.
Il Signore Dio Nostro non vuole il nostro male, non vuole vederci vittime dei nostri vizi, delle nostre debolezze, delle nostre malignità e cattiverie. Non ci vuole vedere vittime del male.
Pur essendo il Nostro Creatore, non ci tratta come marionette e ci lascia la libertà di seguirLo, e ci lancia ammonimenti ed aiuti per stare lontani dal peccato.
Il peccato ci fa morire e ci separa da Lui.
In queste Letture vediamo come Giona viene chiamato da Dio a sollecitare la conversione al bene agli abitanti di Ninive. Giona non vuole, pensa che sia tutto inutile, ma alla fine segue la volontà di Dio. 
Questo atto di fede, di volontà, di coraggio da parte di Giona da il suo frutto, il popolo si converte e Dio rinuncia a punirli. 
Gesù nel Vangelo ci indica il cammino di perfezione.
Siamo sempre impegnati in mille faccende: ho amici o parenti a casa, ho una gara. Dobbiamo sbrigare altre faccende. 
Invece di lamentarsi con chi va a Messa o si ritira a pregare, o ha la testa persa nel cielo, invece di aiutare, dobbiamo essere contenti che ci sia almeno qualcuno che può pregare per noi perché ognuno ha un carisma diverso.
A noi deve rimanere la gioia del servizio al prossimo fatta con carità cristiana e docile sottomissione.
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Introduzione alla Liturgia di Venerdì 6 Ottobre 2017

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