Monastero Invisibile 2018

Sussidio per la preghiera per le Vocazioni

Presentazione

Carissimi amici e amiche,

 

con profonda gratitudine al Signore per l’opera del Monastero invisibile che sta portando avanti, iniziamo un nuovo anno di preghiera tutta offerta per le vocazioni sacerdotali e religiose, per la Chiesa intera e in speciale modo per il Carmelo e quindi il nostro Seminario.

 

Proprio da qui, 15 anni fa nasceva la proposta di pregare per le vocazioni con la originale modalità del Monastero invisibile: una comunità di anime buone e generose, sensibili alla realtà urgente delle vocazioni di speciale consacrazione che offrono la loro preghiera del primo (o in alcuni casi secondo) giovedì di ogni mese dal luogo in cui si trovano e nel modo che preferiscono, creando così una vera e propria comunione e rafforzando un legame di intercessione forte e convincente al Padrone della messe, affinché mandi operai per la sua Chiesa.

 

Ci sentiamo di ringraziare di cuore P. Paolo Arosio, che in questi lunghi anni si è preso cura dell’inizia va del Monastero invisibile e l’ha portata avanti con fedeltà e precisione, dando qualità anche ai contenuti del libretto che ha aiutato alla preghiera. Lascia questo incarico perché trasferito in un’altra Comunità non distante da qui, l’Eremo del Deserto di Varazze (Savona).

 

Le meditazioni proposte per quest’ anno 2018 sono incentrate sui Santi. Figure di uomini e donne di Dio, che hanno trasmesso – ciascuno con il proprio carisma – la bellezza di seguire il Signore Gesù. Ci sono di stimolo i loro esempi e soprattutto la loro intercessione.

 

Pensare a loro particolarmente in questo nuovo anno di preghiera, sentirli vicini e invocarli per la realtà vocazionale ci sembra di ottimo auspicio per una rinascita delle vocazioni per la Chiesa e il mondo intero, così bisognoso di sante anime di pastori e donne generose che si spendono per la causa del Vangelo e della salvezza delle anime. Troverete allora per ogni mese lo scritto o le parole di un santo o di una santa.

 

Di seguito una meditazione che aiuta a entrare nel carisma della persona scelta. La maggior parte delle meditazioni è tra a dal libro "La luce di Cristo nel cuore della Chiesa" di P. François‐ Marie Lèthel. Alcune meditazioni sono state completate da religiosi della nostra Provincia Carmelitana Ligure.

Vi auguriamo un buon cammino! Grazie per la vostra sensibilità e vicinanza!

 

Gesù Bambino e la Vergine del Carmelo vi ricompensino, benedicendovi.

Monastero Invisibile Febbraio 2018

San Luigi Maria Grignon di Montfort: Cristo, la nostra unica meta attraverso Maria

Dal trattato della vera devozione a Maria

 

Questa forma di devozione alla Santissima Vergine è una via perfetta per incontrarsi ed unirsi a Gesù Cristo, perché la divina Maria è la più perfetta e la più santa fra le semplici creature.

E Gesù Cristo, venuto a noi in modo perfetto, non prese altra scelta per questo suo meraviglioso viaggio. L’Altissimo, l’Inafferrabile, l’Inaccessibile, Colui che è, ha voluto venire a noi piccoli vermi della terra, che siamo un nulla.

 

Com’è stato possibile?

 

L’Altissimo è disceso fino a noi in maniera perfetta e divina per mezzo dell’umile Maria, senza nulla perdere della sua divinità e santità. Così per mezzo di Maria, noi piccolissimi dobbiamo risalire in modo perfetto e divino verso l’Altissimo, senza nulla temere. L’Incomprensibile si è lasciato comprendere e contenere in modo perfetto dalla piccola Maria senza nulla perdere della sua immensità. Similmente, dalla piccola Maria noi dobbiamo lasciarci contenere e guidare perfettamente, senza riserva. L’Inaccessibile si è accostato, si è unito strettamente, perfettamente, anzi personalmente, alla nostra umanità, per mezzo di Maria, senza nulla perdere della sua Maestà.

 

Per mezzo di Maria dobbiamo noi pure accostarci a Dio e unirci perfettamente alla sua Maestà senza timore di essere respinti. (...) Così pur essendo un nulla, noi possiamo divenire simili a Dio con la grazia e la gloria, per mezzo di Maria, offrendoci a lei in modo così perfetto e totale da non essere più niente in noi stessi, ma tutto in lei, senza timore di ingannarci. (...) Per mezzo di lei, dunque, devono trovarlo le anime sante che devono risplendere in santità.

Chi trova Maria, trova la vita, cioè Gesù Cristo, via, verità e vita. 

 

"Riflessione"

 

Maria Santissima è il cammino discendente dell’Incarnazione e il cammino ascendente della nostra divinizzazione: per mezzo di lei e in lei, il Figlio di Dio si è unito alla nostra umanità per unirci alla sua Divinità.

 

In tutti i suoi testi santi Luigi Maria ha sempre molta cura nel mettere in primo piano l’orientamento cristocentrico: “A Gesù per Maria. Andare a Lui, salire per unirsi a Lui è proprio il cammino della santità, al quale tutti gli uomini sono chiamati. Così infatti dichiara solennemente al suo lettore: Anima, immagine vivente di Dio e riscattata dal sangue prezioso di Cristo, la volontà di Dio è che tu divenga santa come Lui in questa vita e gloriosa come Lui nell’altra. L’acquisto della santità di Dio è tua sicura vocazione.

 

Per esprimere meglio il ruolo materno di Maria nella nostra vocazione, il santo si serve dell’immagine dello stampo. Maria è il grande stampo di Dio, fatto dallo Spirito Santo (...) chi vi si lascia plasmare, acquista tutti i tratti di Gesù Cristo.

 

Colui che vive il Totus tuus si mette totalmente in questo santo stampo, lasciandosi plasmare da Dio.

Monastero Invisibile Gennaio 2018

Sant'Amselmo d'Aosta: La Fede necessita dell'Intelletto

Dal "Cur Deus Homo"

E pur tacendo dei verse con i quali la Sacra Scrittura ci invita alla ricerca delle ragioni dicendo a noi: “Non capirete se non crederete” (Is 7,9), essa esplicitamente ci esorta a sforzarci di arrivare a capire, in quanto ci insegna il modo per avvicinarci a questa intelligenza. Infine siccome so che tra la fede e la visione vi è uno stato intermedio, cioè l’intelligenza di cui siamo capaci in questa vita penso che tanto più uno progredisce in questa intelligenza, tanto più si avvicina alla visione che tutti desideriamo.

 

"Riflessione"

Una delle opere più significative, nonché fra le più conosciute di Anselmo, è proprio il “Prosologion”. Si tratta di una preghiera rivolta a Dio, frutto di un’intensa ricerca intellettuale e di una profonda esperienza spirituale. Il primo titolo di tale opera doveva essere in origine: “Fides quaerens intellectum”. Dunque come riportato nel suddetto brano, estratto dal dialogo “Cur Deus Homo”, è proprio la Fede che tende verso la Visione di Dio, ed è in questa tensione che vi troviamo l’intellectus, il quale è già una certa e sicura visione della verità, ma che rende ancora più vivo il desiderio di vedere il Volto divino. L’atto della fede espresso in preghiera, include una profonda ricerca intellettuale sempre più intensa, ma parlando a Dio stesso. La fede che si esprime nel testo è una fede viva animata dalla carità e continuamente orientata dalla speranza verso la Visione di Dio.